“Dany… sai che piove? chissà se cesserà… guarda che nuvoloni!”

“Vado a raccogliere i fiori del prato da mettere sulle tavole imbandite… sai che amo camminare sotto la pioggia… il rumore dei fili d’erba bagnati, come le suole delle scarpe scivolano, gli uccellini, i suoni del bosco vicino… lo trovo rigenerante!”

“Certo che lo so…e sarà comunque una splendida giornata”

“Hai ragione Giova, sento proprio sarà così… e poi ad Emma la pioggia piace!”

Questa volta ho deciso di organizzare il nostro incontro in un luogo a me caro, la sede Alpini di Caneva, immersa tra il verde di un prato, a ridosso del bosco, ristrutturata e curata dalle mani degli Alpini, persone che si sanno davvero arrangiare un pò in tutto, senza nulla chiedere, e che a livello di solidarità sanno davvero dare tanto.
Mio padre è alpino. In lui vedo ogni giorno le doti che spesso hanno gli alpini: dedizione, senso della famiglia, capacità di superare le difficoltà insieme, non chiudere la porta a nessuno…
Ho ancora negli occhi le feste fatte in questa sede, seduti sulle tavolate uno accanto all’altro, pronti ad alzare il bicchiere per brindare al loro spirito di fratellanza, e noi bambini quasi a tapparci le orecchie per la potenza delle loro voci che intonavano i loro canti… quei canti che mi sono rimasti così tanto nel cuore, proprio per quella loro voce speciale e per le parole dei loro testi, tanto che mi commuovo ogni volta che le sento di nuovo, magari in occasione di un ultimo saluto allo spirito dei fratelli scomparsi.

E da buon alpino… poteva mancare l’alzabandiera con Tommaso?

                              

Un alpino. Un bambino. Due cappelli di estremo valore. Il primo per il significato che accompagna l’indossarlo, il secondo per l’ammirazione incondizionata nei confronti del nonno.

Ma poi il ruolo del nonno prende il sopravvento…

Anzi, forse è meglio che scriva “il Nonno prende il sopravvento”… perchè la “N” maiuscola rende di più l’idea di come è mio padre. E devo dire che suo fratello non è da meno!

                                                              

                                       

E come sperato la pioggia non ci rattrista, anzi la piccola Melody si inventa un gioco davvero divertente… che mio marito copia all’istante!

Anna.

Mirko.

                                     

Enrico.

Ci raggiunge anche Maria, anche se oggi ha la febbre… grandi Cristina e Tiziano!

Ed Erik, il più piccolo di tutti!

E dopo aver mangiato…

E ringraziato le cuoche (mia madre e le mie zie!)

                                     

sono arrivati i miei amati amici claun di corsia d’Ospedale di Claunando Pordenone

                                      

                                       

che con il loro sorriso e voglia di tornare bambini hanno fatto dimenare tutti…
ma proprio tutti!

                                                               

Questi quattro “pazzi furiosi” li conosco, beh, Luca è il mio testimone di nozze, ma ho avuto modo di conoscere meglio Chiara, Paola e Cecilia… Appena ho detto loro di questa giornata si sono liberati dagli impegni e resi disponibili per stare con noi, per divertirsi e divertire. Ma rispetto all’incontro di novembre, questa volta l’aria che si respirava era diversa, non sembrava un “servizio” di Claunando Pordenone…

Era come essere a casa, tra amici.

Vi sono davvero grata per quello che mostrate in queste occasioni, il modo in cui vi “alzate” a livello dei bambini, ma soprattutto cosa lasciate trasparire sotto a quel camice e a quel naso rosso…

La gioia di fare quello che fate… con il cuore in mano!

                                   

Un pò di nanna dopo gli sfrenati balli…

                                                                     

e ancora chiacchere, sguardi, parole, emozioni

abbracci…

“Un abbraccio è un gesto volto ad esprimere affetto o amore che consiste nello stringere le braccia e le mani attorno al corpo di un’altra persona. In generale, un abbraccio può rappresentare un’effusione romantica o una generica forma di affetto verso una persona, ad esempio un modo per manifestare gioia o felicità nell’incontrare o salutare qualcuno. Alternativamente, un abbraccio può essere volto a confortare o rincuorare qualcuno. In definitiva, si tratta di un gesto che esprime affetto in una vasta gamma di gradi.     Esistono evidenze scientifiche secondo le quali gli abbracci avrebbero un effetto benefico a livello fisiologico: alcuni studi avrebbero infatti dimostrato come essere abbracciati aumenti il livello di ossitocina e abbassi contemporaneamente la pressione sanguigna”

Un abbraccio non è mai sprecato.
Mi piace pensare che in giornate come queste sia contagioso.
E il suo valore aumenti in maniera esponenziale.

Grazie a tutti
Di cuore…
Col cuore…