Essere musicoterapista

Essere musicoterapista

Sì… dopo quanto mi hai scritto… sei indubbiamente la persona di Emma!
Grazie Sabrina, grazie perchè metti davvero il cuore in ciò che fai…!

Incontrare l’altro attraverso la musica è un’ esperienza speciale… siamo suono, siamo ritmo, siamo interpretazione, fin dal nostro primo giorno di vita, e la musica con cui nasciamo ci accompagna per tutta la vita, arricchendosi, modificandosi… con qualche pausa qua e là… a volte cambiando tempo, o carattere…
Quando ho la fortuna di poter conoscere una piccola orchestra si apre l’opportunità di scoprire un nuovo mondo, fatto di tutte queste cose, e non importa che quest’orchestra suoni da tanto tempo o da soli pochi anni..non importa se fa musica classica o etnica… non importa nemmeno se c’è qualche nota stonata…in ciascuno c’è una sapienza e saggezza antiche… fatte di respiri, di battiti del cuore, di profondi silenzi.

Basta volerla accogliere, fermarsi, ed ascoltare.

Il segreto è questo: accogliere chi ti sta di fronte, senza giudicarlo ma solo rispettandolo ed aspettandolo, ognuno con i suoi tempi, i suoi modi… e, perché no, con la sua volontà!
Avere la voglia di conoscere e riconoscere chi è con te, facendogli sentire e vivere la tua
disponibilità alla relazione, a voler esser con lui e solo con lui, proprio in quel luogo, proprio in quel momento… non è sempre facile, a volte servono molti tentativi ma quando si riesce a conquistare quella sintonia..quell’incastro di sguardi, quell’intesa senza parole, quell’energia che ti tiene lì..scatta la magia..tutto è perfetto, armonico, semplice, efficace, intenso… gratificante… vivo!!
A volte sono pochi i momenti in cui tutto ciò accade ma la gioia che da lì nasce ripaga… è come un raggio di sole che penetra dalla finestra ed arriva ad illuminare tutto… dando la possibilità alle ombre di uscire a ballare con noi (ci piace tanto!)

Nella musicoterapia questa relazione speciale viene facilitata dal suono e da tutto ciò che lo produce… questo meraviglioso mediatore che ci circonda e che abbiamo dentro… che ci accomuna e ci contraddistingue… che messo in relazione con gli altri crea armonie meravigliose… a volte grandi sinfonie, a volte semplici ma intense melodie che accompagnano i vissuti e le esperienze..

A fare musica c’è qualsiasi cosa: il nostro corpo, con tutti quei suoni strani che possiamo produrre (battito mani, battito piedi, percussione braccia, gambe, petto, soffio, pernacchie…); gli strumenti musicali (maracas, sonagli, legnetti, tamburi, flauti, tubi sonori, ovetti, tastiera…); qualsiasi altro oggetto che produce suono (termosifone, porte, muro, pavimento, libri, finestre…) o che accompagna le nostre attività (palloni, teli, bastoni, fazzoletti, pezzetti di carta…)

E poi la voce, lo strumento più intimo e prezioso che abbiamo, non sempre facile da donare ma… che grande conquista quando esce per gridare gioia e felicità, o canticchia piccole frasi assorte per cullare un momento magico in chissà quale realtà o lingua, o esce a svelare l’ultima parolina conquistata, o è l’inaspettata risposta alla tua proposta.

Il tutto crea il nostro setting, un regno incantato nel quale tutto è possibile, nel quale si può
sperimentare, scoprire, costruire, distruggere, fare, ballare, giocare, suonare, cantare, ascoltare, osservare, rilassare, riposare, sognare, decidere, partecipare, crescere, cambiare…

Ognuno è libero di potersi esprimere, ed esternando il suo essere in musica, Esistere.
Per quello che è. Facendo crescere la propria autostima e fiducia in sé, ampliando la consapevolezza della percezione di sé, a prendosi nuove possibilità di comunicazione, dandosi la possibilità di essere prima di tutto persona. E non importa quanto abile, ma Persona. Con dei gusti, delle priorità, con il diritto di scelta, senza il timore di dover essere bravo e buono, ma con la possibilità che qualsiasi parte di sé può essere accettata, anche quella che socialmente ci piace meno, anche quella in cui regna il silenzio, magari per lunghi, lunghissimi interminabili minuti. Ed il “fare” lascia lo spazio allo “stare”.

Viene spontaneo chiedersi…ma funziona?

I vissuti possono essere diversi ma non c’è miglior risposta della qualità della vita di chi ne fa esperienza, dei suoi progressi ma soprattutto del piacere e della soddisfazione che ne prova. E che non può che riempire il cuore di chi, credendoci, la pratica… vedere bozzoli che, a suon di musica, poco a poco, spiegano meravigliose ali colorate e spiccano il volo con un gran sorriso in viso!

 

2017-02-14T16:20:47+00:00 2 marzo 2013|Incontri speciali|0 Comments

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